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Il consiglio di amministrazione di MPS, la banca un tempo conosciuta come Monte dei Paschi di Siena, ha approvato il piano proposto dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio per fare due separate offerte pubbliche di scambio e acquisto, una delle modalità con cui in Italia si comprano le banche, per Banco BPM e Banca Generali. L’intento evidente di questa mossa è ostacolare il tentativo di Intesa Sanpaolo di comprare MPS stessa, già esplicitato più di due mesi fa con un’offerta da 30,6 miliardi di euro.

MPS ha comunicato ufficialmente il piano venerdì mattina, dopo averlo discusso in un consiglio di amministrazione durato 7 ore giovedì. In una nota ha fatto sapere che il valore complessivo delle due operazioni sarà di circa 34 miliardi di euro: 25,3 quella per comprare Banco BPM e 8,72 quella per Banca Generali. Il piano prevede anche la distribuzione di 4 miliardi di euro agli azionisti di MPS.

Il piano di MPS si inserisce nel cosiddetto “risiko bancario”, l’insieme di acquisizioni per cui i gruppi bancari si comprano l’un l’altro per diventare più grandi e soffrire meno le crisi. Per capirlo appieno bisogna però ricapitolare i precedenti, che coinvolgono sia Intesa che Banco BPM.