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Intesa Sanpaolo ha presentato un’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (OPAS) da 30,6 miliardi di euro per il gruppo bancario MPS (Monte dei Paschi di Siena), in piccola misura ancora partecipato dallo Stato italiano attraverso il ministero dell’Economia. Un’OPAS è un’operazione finanziaria con cui un soggetto dichiara pubblicamente di voler acquistare le azioni di una società quotata in borsa, offrendo in cambio ai soci sia una somma di denaro sia azioni in cambio di azioni.
Se l’operazione riuscisse, Intesa Sanpaolo diventerebbe il secondo gruppo bancario di tutta Europa per valore in borsa, nell’ennesimo stravolgimento dell’assetto bancario italiano ed europeo. È una dinamica nota come “risiko bancario”, secondo cui i gruppi bancari cercano di acquisirsi l’un l’altro per consolidarsi, diventare più grandi, ridurre i costi, offrire più prodotti ai clienti e soffrire meno le crisi.
L’offerta di Intesa Sanpaolo è arrivata dopo che domenica 7 giugno il concorrente Banco BPM aveva presentato a MPS una proposta di fusione alla pari. L’obiettivo della proposta di Banco BPM sarebbe creare un grande gruppo bancario che possa rompere l’attuale duopolio di fatto del mercato, composto da Intesa Sanpaolo e Unicredit. L’offerta di Banco BPM è stata fatta per precedere l’offerta di Intesa Sanpaolo, che si sapeva fosse imminente.











