Dopo le indiscrezioni circolate nel fine settimana, è arrivata l’ufficialità: Intesa Sanpaolo ha annunciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria sulla totalità delle azioni di Monte dei Paschi di Siena. L’annuncio arriva a meno di ventiquattro ore dalla proposta di aggregazione avanzata da Banco Bpm a Mps, segnale di una nuova accelerazione del risiko bancario nazionale.

L’operazione valuta l’istituto senese circa 30,6 miliardi di euro: l’offerta di Intesa prevede l’assegnazione di 1,6 azioni di nuova emissione e un euro in contanti per ogni azione Mps conferita, con un premio del 12,5% rispetto alla chiusura del 5 giugno.

Accanto all’Opas, il gruppo guidato da Carlo Messina ha siglato un accordo con Unipol per la cessione del marchio Mps e di oltre 600 filiali e ha approvato l’acquisto di una quota del 3% di Generali. La reazione del mercato è stata immediata: a Piazza Affari Mps sale di oltre il 9%, catalizzando l’attenzione degli investitori sull’intero comparto bancario.

Un’operazione da 30,6 miliardi

Nel comunicato che accompagna l’annuncio, Intesa Sanpaolo presenta l’iniziativa come una risposta alla crescente necessità di consolidamento del sistema bancario europeo. Secondo il gruppo, le dimensioni rappresentano un fattore sempre più rilevante per sostenere gli investimenti richiesti da tecnologia, innovazione e competitività.