Intesa Sanpaolo ha presentato un’offerta da 30 miliardi di euro per acquisire le azioni di Monte dei Paschi di Siena. La banca verrebbe poi ‘spacchettata’: da una parte MPS si fonderebbe con BPER, dall’altra Mediobanca resterebbe a Intesa. Centinaia di sportelli potrebbero cambiare di mano. E sullo sfondo resta l’obiettivo di Assicurazioni Generali.

L'Offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) presentata da Intesa Sanpaolo per Monte dei Paschi di Siena potrebbe ridisegnare il panorama delle banche italiane – un'altra operazione decisiva nel cosiddetto ‘risiko bancario' in atto negli ultimi anni. Sul tavolo la banca ha messo 30,6 miliardi per ottenere MPS. Se ci riuscisse, i circa 1.300 sportelli controllati da MPS e da Mediobanca (che da alcuni mesi hanno iniziato una fusione) cambierebbero di mano. Per di più, Intesa Sanpaolo otterrebbe il controllo del 13% delle azioni di Assicurazioni Generali, un istituto considerato il ‘fiore all'occhiello' della finanza italiana, estremamente solido e influente.

L'offerta di Intesa Sanpaolo per MPS L'offerta, come detto, vale 30,6 miliardi di euro. Per ogni azione Monte dei Paschi, si mette sul tavolo un euro cash e 1,6 azioni di Intesa Sanpaolo, per un valore complessivo di 10,09 euro l'una. Una valutazione più alta rispetto a quella di mercato. Starà agli azionisti di MPS decidere se accettarla. L'obiettivo della banca torinese sarebbe di ottenere il controllo completo di MPS, partendo con almeno i due terzi delle azioni (ma arrivando al 100%). Se ci riuscisse, Intesa Sanpaolo diventerebbe il secondo gruppo bancario più grande in tutta Europa, per quanto riguarda il valore in borsa. Arriverebbe a controllare circa 3mila filiali in tutta Italia, con quasi 20 milioni di clienti. Si vedrà nei prossimi mesi se l'offerta andrà a buon fine. È già fissata per il 10 settembre un'assemblea di Intesa che valuterà le prossime mosse in base alla reazione alla proposta.