L'Editoriale
Sabato 22 Agosto 2026
ITALIA. Mps non ci sta ad essere acquisito da Banca Intesa. O almeno, non ci stanno il suo amministratore delegato e la maggioranza, non tutto, del suo consiglio di amministrazione.
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E così il capo di Rocca Salimbeni ha orchestrato non una ma ben due operazioni alternative a quella lanciata dalla ex Ca’ de Sass e che, comunque, prosegue il suo corso autorizzativo e burocratico. Le due operazioni sono altrettante Ops, offerte pubbliche di scambio, simili a quella promossa da Banca Intesa e che ha fatto scaturire il nuovo sommovimento nel sistema bancario italiano. Oggetto delle due offerte sono Banco Bpm e Banca Generali. Vi ricorda qualcosa? Giusto: Banco Bpm fu il target di Unicredit più di un anno fa e Banca Generali era entrata nel mirino di Mediobanca. Per motivi diversi, nessuna delle due si è concretizzata. Oggi Mps spera di aggregare queste banche e indurre i suoi soci a non aderire alla proposta di Banca Intesa. Se l’assemblea di Siena e le autorità competenti daranno il via libera, la scelta finale spetterà agli azionisti dei vari soggetti coinvolti. È un disegno articolato, si può dire complesso, non privo di senso industriale e sicuramente di originalità. Arriverà in porto? Ci sono troppe variabili in movimento, dagli interessi dei singoli azionisti alla posizione delle autorità e, non ultimo, alla eventuale contromossa di Banca Intesa, che potrebbe rilanciare per rendere più appetibile la sua offerta. Per non parlare di possibili nuovi attori che volessero inserirsi in questo ridisegno complessivo.















