Le mire di Intesa su Generali. Un terzo polo Bper-Siena. L’impossibile rilancio di Castagna e la posta di Agricole. Tutte le partite che potrebbero aprirsi. Perché il film vero comincia dopo.

C’è una lettera d’amore e c’è un assegno. Quando Banco Bpm ha proposto a Monte dei Paschi una fusione «tra pari» – nessun premio, nessun contante, solo la promessa di un polo da 50 miliardi – Carlo Messina ha rovesciato il tavolo in 24 ore. Intesa ha lanciato un’Opas da 30,6 miliardi, con premio e un euro cash a titolo.

«La loro è una lettera d’amore, la nostra è un’offerta vera», ha detto l’ad. Brutale, ma vero: una fusione tra pari non mette un euro nelle tasche dell’azionista oggi, un’Opas con premio sì.

Lo schema ormai è noto: Intesa si tiene Mediobanca e il 13,2 per cento di Generali (di cui ha approvato in chiave difensiva anche l’acquisto del 3 per cento), gira a Unipol e Bper il retail di Siena, 635 sportelli che diventano il terzo polo italiano. Bene, ma non è finita. Perché lo spezzatino di Mps è solo il trailer: il film vero comincia dopo.

Giuseppe Castagna e Luigi Lovaglio.