L'intervento del Tesoro statunitense non basta, ma ha rappresentato un forte segnale per i mercati: dimostra che è disposto a intervenire quando i rendimenti diventano eccessivamente elevati.

Questo, insieme al fatto che sia i rendimenti nominali sia quelli reali sono aumentati parecchio nelle ultime settimane, può contribuire a creare un tetto, almeno nel breve. «Certamente, a questi livelli, ci vorrebbe un investitore particolarmente coraggioso per assumere una posizione short netta sui Treasury», sottolinea Eoin Walsh, gestore di portafogli di TwentyFour Asset Management (boutique di Vontobel), convinto che in assenza di uno shock economico disinflazionistico, le pressioni verso rendimenti più elevati e curve dei rendimenti più ripide siano destinate a permanere.

Tuttavia, la parte a breve della curva dei rendimenti è rimasta relativamente stabile e Mark Haefele, chief investment officer di Ubs Global Wealth Management, non ritiene che l'aumento dei rendimenti a lungo termine possa mettere in discussione il caso d'investimento nel reddito fisso di qualità.

Al contrario, «pensiamo che rafforzi la necessità di essere selettivi.

Poiché la parte lunga della curva è maggiormente esposta alle preoccupazioni di natura fiscale, all'incertezza sull'inflazione e a una minor liquidità, continuiamo a considerare interessanti le obbligazioni di qualità con scadenza breve e intermedia».Storicamente i rendimenti di partenza si sono dimostrati un buon indicatore dei rendimenti complessivi.