Il mercato obbligazionario ha tirato il fiato, ma non ha ancora smesso di tremare.
L'intervento a sorpresa del Tesoro americano, con il raddoppio dei riacquisti di Treasury a lunga scadenza, ha frenato per qualche ora la corsa dei rendimenti.Una tregua, non una svolta: il 30 anni Usa resta oltre il 5% (in settimana ha toccato il massimo dal 2007 al 5,33%) e il messaggio che arriva dai bond globali (il Bund tedesco a 30 anni ha raggiunto il 3,78% per la prima volta dal 2011 e il gilt britannico a 30 anni il 5,85%, poco al di sotto del picco di maggio che rappresentava il livello più elevato dal 1998) è sempre lo stesso, e sempre più difficile da ignorare.
Gli investitori non si accontentano più di essere rassicurati: vogliono essere pagati per il rischio di debito, inflazione e finanze pubbliche fuori controllo.La fame di debito AI.
Anche l'offerta di obbligazioni societarie rimane elevata, con i big tech che stanno ricorrendo sempre più all'emissione di debito a lunga scadenza per finanziare lo sviluppo delle proprie infrastrutture legate all'intelligenza artificiale.
Ultima Alphabet, che ha pagato poco meno del 7% per finanziarsi nella sua prima emissione di bond in dollari australiani.












