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3 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 18:56

Nuova fiammata di tensione sui mercati obbligazionari internazionali. I rendimenti dei Treasury americani a 30 anni sono tornati al livello di guardia del 5% per la prima volta dalla scorsa estate alimentando i timori sulla sostenibilità del debito globale e trascinando al ribasso Borse e bond in Europa e in Asia. Solo nel finale le attese di un possibile taglio dei tassi da parte della Federal Reserve hanno frenato la corsa. Intanto cresce la domanda di beni rifugio: l’oro sfiora i 3.600 dollari l’oncia, nuovo massimo storico, mentre l’argento torna sopra i 40 dollari, soglia che non si vedeva dal 2011.

Il movimento riflette l’aumento dei deficit pubblici e la crescita delle esigenze di finanziamento dei governi. Il Treasury con scadenza 15 agosto 2055 ha toccato un rendimento intraday del 4,999% per poi stabilizzarsi al 4,96%, in rialzo di due punti base. È salito anche il decennale, al 4,289%. La pressione si concentra sulle scadenze più lunghe, che aggiornano i massimi non solo negli Stati Uniti ma anche in Giappone e in Gran Bretagna. Segno di una forte preoccupazione sulle prospettive di lungo periodo dei debiti pubblici. A partire da quello Usa, messo sotto stress dal maxi-piano di spesa previsto dal Big, Beautiful Bill di Donald Trump. L’idea di finanziare il nuovo deficit con i dazi commerciali convince poco investitori e analisti.