Un Bari «condannato» a vincere non stecca l'esordio. I biancorossi battono 3-0 la Cavese, sebbene il responso del tabellino sia meno nitido di quanto abbia raccontato il campo. Perché se da un lato la qualità dei biancorossi è insindacabile, dall'altro sono state davvero troppe le occasioni concesse ai campani sciuponi e imprecisi. Il complesso pugliese ha senza dubbio alcuni singoli sopra la media: Mantovani (che non a caso sblocca il risultato), Cerofolini, in alcuni tratti Maggiore, così come altri potranno dare un contributo apprezzabile recuperando la migliore condizione. Eppure, permane l'impressione ricavata anche in coppa Italia con il Casarano: per vincere il campionato, occorre più qualità e maggiori alternative. Il tecnico Massimo Rastelli ha attinto praticamente da ogni risorsa a disposizione, ma a centrocampo e in attacco serve ancora una robusta dose di rinforzi.

Ancora pochi intimi al San Nicola: persino meno di cinque giorni fa. Appena 2.864 presenti rendono l'astronave di Renzo Piano una cattedrale nel deserto. Disertano ancora i gruppi organizzati che si fanno sentire dall'esterno dell'impianto. Inizio bloccato, poche occasioni e Cavese piuttosto intraprendente, ma ancora una volta il Bari colpisce al primo affondo. Su corta respinta da corner, Mantovani calcia con il sinistro all'incrocio e sblocca il match. Potrebbe essere la scossa per i Galletti, invece sono i campani a macinare: Macchi fallisce due volte da pochi passi e nel finale di frazione un'incertezza in presa di Cerofolini blocca il respiro ai padroni di casa: il portiere rimedia prima che il pallone varchi la linea bianca.