Il campionato comincia nel silenzio del «San Nicola». Con questo paradosso il Bari si affaccia alla serie C, novantadue giorni dopo una retrocessione che ha lasciato macerie, rabbia e una distanza sempre più evidente tra la squadra e la sua gente. Alle 21 arriva la Cavese, primo avversario di una stagione che i biancorossi vogliono consumare il più rapidamente possibile per tornare dove ritengono di appartenere. L’1-0 in Coppa al Casarano di domenica scorsa ha regalato al nuovo Bari di Rastelli e Marino un debutto incoraggiante. Ma da stasera si misurerà il peso delle promesse e delle ambizioni. In palio conteranno i primi punti di un cammino che dovrà condurre alla B. Salvo sorprese, fuori invece resterà la protesta della tifoseria che per la seconda volta consecutiva dovrebbe lasciare vuoto il San Nicola. Una cornice surreale per una squadra chiamata a scrivere una storia nuova mentre quella vecchia non ha ancora smesso di bruciare. Ne è convinto lo stesso Rastelli, richiamato sull’argomento nella conferenza stampa della vigilia: «Vorremmo vedere lo stadio pieno. L’affetto e la passione dei tifosi ce li dobbiamo conquistare con i risultati. Proveremo ad affollare lo stadio con le vittorie. Dei nostri tifosi ne abbiamo bisogno come l’aria. In questa fase, dobbiamo trovare dentro di noi le motivazioni pur non avendo la gente che ci spinge».