La contromossa di Luigi Lovaglio per provare a sottrarre Mps alla presa di Intesa Sanpaolo non scalda, almeno per ora, Piazza Affari.

La doppia offerta pubblica di scambio su Banco Bpm e Banca Generali mentre è ancora in corso l'integrazione di Mediobanca viene considerata dagli analisti e da varie fonti di mercato una partita ad alto tasso di complessità, nella quale la logica industriale di lungo periodo deve ancora fare i conti con execution risk, tempi stretti e soprattutto con l'assenza, allo stato, di un consenso assicurato da parte dei principali azionisti delle società target.

E a Siena c’è poi da superare lo scoglio del quorum assembleare rafforzato per la passivity rule.

Nel giorno dell’annuncio delle due ops da parte di Rocca Salimbeni il termometro della borsa ha restituito poi una fotografia poco entusiastica.

Venerdì 21 Mps è scesa dell’1,3% a 11,57 euro, mentre Banco Bpm ha ceduto lo 0,4% a 16,6 euro e Banca Generali ha perso il 2% a 66,8 euro.