Mps non convince il mercato. I titoli coinvolti nella doppia offerta di scambio promossa dal Monte dei Paschi su Banca Generali e su Banco Bpm sono stati penalizzati ieri dalla Borsa. Ed è il terzo giorno di fila. Se mercoledì e giovedì le Borse avevano risposto con le vendite alle indiscrezioni sull'operazione del Monte, ieri a non convincere sono stati i dettagli presentati da Mps in una conference call con gli analisti. Il Monte a fine seduta ha ceduto l'1,3% a 11,572 euro.Sulle due offerte slegate tra di loro, indipendenti l'una dall'altra, ma il cui esito è stato comunque presentato come un unico piano, si sono addensati i dubbi degli operatori. L'atteggiamento del mercato è riassunto in un commento del Financial Times. Per il quotidiano della City, la mossa della doppia offerta «è qualcosa di totalmente folle». Un'operazione che, spiega il giornale finanziario inglese, coinvolge addirittura quattro banche, «visto che (Mps, ndr) ha appena acquisito la rivale Mediobanca». Unire due banche, argomenta l'Ft, «è un'impresa ardua e richiede tempo; tentarla con quattro richiede un pensiero davvero magico».
Insomma, il progetto dell'offerta pubblica gemella viene definito dal quotidiano inglese «una idea decisamente bizzarra». Questo perché, si legge, «i prezzi offerti da Mps a Bpm e Banca Generali sono piuttosto magri. La prima, tra i cui azionisti figura anche un Crédit Agricole, precedentemente scettico, otterrebbe una fusione senza premio; la seconda, invece, beneficerebbe di un modesto aumento del 10% rispetto al prezzo di mercato». Poca roba per i mercati.Intanto le società oggetto delle operazioni lanciate da Mps iniziano a muoversi. Ieri il cda di Banca Generali ha preso atto dell'offerta «non sollecitata né preventivamente concordata». Si esprimerà, ha detto, «con le tempistiche e secondo le modalità previste per legge». L'istituto, spiega una nota, va avanti «secondo quanto pianificato o già comunicato al fine di continuare a contribuire alla creazione di valore per tutti gli azionisti e gli stakeholders». A Piazza Affari il titolo è sceso del 2,05%, registrando anche in questo caso lo scetticismo sull'operazione lanciata dal Monte.Per la banca guidata da Gian Maria Mossa, Mps ha proposto 6,958 azioni di nuova emissione per ogni azione portata in offerta, con una valorizzazione di 74,284 euro per azione. Per l'operazione promossa su Banco Bpm, che convocherà il consiglio all'inizio della prossima settimana, sono state offerte 1,567 azioni Mps di nuova emissione per ciascuna azione di Piazza Meda (ieri il titolo ha perso lo 0,39%) con prezzo implicito di 16,729 euro. Sul mercato intanto, si inseguono altri rumors. Come quelli su Generali riportati da Reuters. Fonti del Leone avrebbero fatto sapere di vedere positivamente l'operazione, e questo ancora prima di un passaggio in cda, la cui convocazione non sarebbe imminente.Tra i dettagli emersi ieri dalla conference call, c'è anche che entrambe le offerte saranno ritenute valide in caso anche di adesioni solo al 50% più uno del capitale, con l'obiettivo di chiudere le operazioni entro metà febbraio. Il primo ostacolo lungo il percorso, non semplicissimo, sarà l'assemblea straordinaria dei soci convocata per il 29 ottobre prossimo, dove le operazioni dovranno essere approvate con una maggioranza qualificata dei due terzi dei soci del Monte, essendo quest'ultimo sotto passivity rule.I giudizi Nessuno dei dubbi espressi dal mercato è stato chiarito dalla conference call tenuta ieri dall'amministratore delegato del Monte, Luigi Lovaglio. Per Kepler, l'incontro non ha contribuito a ridurre «i rischi associati ai due principali ostacoli all'esecuzione: ottenere il sostegno dei principali azionisti di Banco Bpm e Banca Generali e incassare il via libera dell'assemblea straordinaria di Mps».Sull'operazione è intervenuta anche l'agenzia di rating S&P, spiegando che la doppia offerta presenta «rischi e complessità superiori alle altre operazioni completate o annunciate». Un appoggio alla proposta messa sul tavolo da Intesa. Gli analisti di Equita continuano a mostrare scetticismo. Ricordando in particolare che il progetto è stato approvato a maggioranza dal board di Rocca Salimbeni, Una parte dei consiglieri ha infatti deciso di «non esprimersi su un progetto ancora caratterizzato da rilevanti incertezze sul fronte industriale, finanziario e regolamentare».Di una mossa «azzardata» ha parlato Antonio Tognoli di Cfo Sim, citato dall'AdnKronos. L'esperto individua tre ragioni di perplessità attorno alle offerte: il rischio di esecuzione, la complessità dell'operazione e soprattutto il fatto che «il mercato la percepisce più come una macchina difensiva che come un vero e proprio progetto industriale».










