I data center non stanno vivendo un momento di particolare popolarità: i crescenti consumi energetici e di acqua, l'aumento dei prezzi dell'elettronica di consumo e la marea di contenuti di basso livello generati dall'IA hanno portato molte persone a individuare nei data center un male da combattere. A riprova di ciò, quasi 40.000 persone hanno firmato una petizione contro la costruzione di un data center di Microsoft vicino a Leeds, in Gran Bretagna.
40.000 persone si oppongono a un nuovo data center di Microsoft
Se in Italia è molto diffuso il fenomeno dei cosiddetti "NIMBY", acronimo di "not in my back yard" che indica le persone contrarie a priori a qualunque cambiamento nelle proprie vicinanze, nel Regno Unito assume tutt'altra magnitudo grazie al funzionamento dei permessi di costruzione e ristrutturazione: come parte del processo per costruire qualunque cosa, da un nuovo impianto industriale fino a una piccola rimessa per gli attrezzi nel proprio giardino, c'è la possibilità di opporsi ufficialmente alle nuove costruzioni. Va da sé che questa possibilità venga quasi sempre sfruttata, per quanto non sempre con successo, con un incremento dei costi molto significativo per le opere pubbliche (la TAV britannica, per fare un esempio, costa circa 8 volte tanto quella italiana per chilometro di binari).









