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Giovedì alcuni paesi europei (Italia, Francia, Regno Unito, Germania, Paesi Bassi e Norvegia) insieme al Canada hanno pubblicato un comunicato congiunto con il quale condannano il progetto israeliano di costruire una nuova colonia in Cisgiordania, in un’area a est di Gerusalemme particolarmente rilevante per il territorio palestinese. È un progetto di cui si discute da decenni perché tra tutte le nuove colonie israeliane è probabilmente la più problematica.
Di fatto la nuova colonia israeliana (nota anche come E1) dividerebbe la Cisgiordania in due, impedendo i collegamenti tra i palestinesi del nord e quelli del sud, e isolando Gerusalemme est dal resto del territorio palestinese. La Cisgiordania è già costellata di insediamenti israeliani, ma questo progetto ha l’obiettivo esplicito di «seppellire» definitivamente l’idea di uno stato palestinese.
Il progetto era stato approvato a giugno del 2025 e negli scorsi giorni il governo israeliano ha pubblicato un bando per la costruzione di 1.200 nuovi edifici, dando così di fatto l’avvio alla costruzione.
Nel comunicato i governi definiscono l’apertura del bando «inaccettabile» e chiedono al governo israeliano di ritirarlo «immediatamente» e interrompere la sua espansione nel territorio palestinese. Esortano anche le aziende edili a non partecipare al bando, considerando le conseguenze «legali e reputazionali» del coinvolgimento nel progetto (con legali, presumibilmente, si riferiscono a possibili sanzioni).














