Giovedì alcuni paesi europei (Italia, Francia, Regno Unito e Germania) insieme al Canada hanno pubblicato un comunicato congiunto con il quale condannano il progetto israeliano di costruire una nuova colonia in un’area della Cisgiordania particolarmente rilevante per il territorio palestinese. Si trova a est di Gerusalemme, ed è un progetto di cui si discute da decenni perché tra tutte le nuove colonie israeliane è probabilmente la più problematica.

Di fatto la nuova colonia israeliana (nota anche come E1) dividerebbe la Cisgiordania in due, impedendo i collegamenti tra i palestinesi del nord e quelli del sud, e isolando Gerusalemme est dal resto del territorio palestinese. La Cisgiordania è già costellata di insediamenti israeliani, ma questo progetto nelle stesse dichiarazioni del governo israeliano «seppellirebbe» definitivamente l’idea di uno stato palestinese.

Il progetto era stato approvato a giugno dell’anno scorso e negli scorsi giorni il governo israeliano ha pubblicato un bando per la costruzione di 1.200 nuovi edifici, dando così di fatto l’avvio alla costruzione.

Nel comunicato i governi definiscono l’idea di aprire un bando «inaccettabile» e chiedono al governo israeliano di ritirarlo «immediatamente» e interrompere la sua espansione nel territorio palestinese. Esortano anche le aziende edili a non partecipare al bando, considerando le conseguenze «legali e reputazionali» dell’essere coinvolte nel progetto (con legali, presumibilmente, si riferiscono a possibili sanzioni).