Luigi Lovaglio gioca il jolly Generali contro la scalata di Intesa-Sanpaolo.

Al termine di un lungo consiglio di amministrazione iniziato in mattinata, il board di Rocca Salimbeni ha approvato a maggioranza una doppia offerta pubblica di scambio (ops) su Banca Generali e Banco Bpm per rispondere all'opas lanciata a giugno dal gruppo guidato da Carlo Messina.

Un progetto, di cui ieri sera non si conoscevano i dettagli in attesa della nota prevista per oggi alle 7.30, ma che ha anche una logica industriale.Il piano disegnato da Lovaglio con gli advisor Ubs, Bofa, Vitale e Kbw punta a costruire il terzo polo bancario italiano da circa 70 miliardi di euro di valore, con forte radicamento nel territorio grazie a una rete di oltre 2.600 sportelli e solida presenza nell'investment banking, nel private banking e nel risparmio gestito, per l'effetto della combinazione di Banca Generali e Mediobanca nel wealth management.Le due offerte sono state approvate con il voto favorevole di nove consiglieri, tutti quelli della maggioranza fra cui anche l'ex numero uno di Intesa eletto nella lista del board uscente Corrado Passera.

Mentre si sono astenuti, per mancanza di sufficienti informazioni, i restanti amministratori di minoranza: Paolo Boccardelli, Nicola Maione, Paola De Martini e Antonella Centra.Secondo quanto riferiscono alcune fonti a MF-Milano Finanza, entrambe le offerte senza componenti cash riconoscerebbero un premio del 10% per gli azionisti di Banca Generali e del Banco Bpm sulle attuali quotazioni, mentre il piano di Lovaglio prevede anche l'utilizzo di una parte del 13,3% di Generali – un pacchetto intorno al 4% che vale circa 3 miliardi di euro – come share dividend per incentivare i soci di Rocca Salimbeni a votare il maxi-aumento di capitale nell'assemblea straordinaria fissata per il 29 ottobre necessario alle offerte.