Luigi Lovaglio prende in mano il timone delle contromosse all'offerta di Intesa Sanpaolo.

Dopo il passo indietro di Banco Bpm nel progetto di fusione alla pari con Siena, il banchiere assume personalmente la guida della strategia difensiva che gli permetterebbe di mantenere intatto il perimetro di Rocca Salimbeni, come peraltro auspicato dalla premier Giorgia Meloni nell'intervista di venerdì 14 a MF-Milano Finanza.

L'altro obiettivo di Lovaglio è massimizzare il premio per gli azionisti, specie alla luce di una proposta come quella di Intesa che per il banchiere non valorizza appieno l'istituto.

L'appuntamento è per questa mattina alle 9 a Siena per un cda straordinario della banca convocato per valutare un articolato piano di m&a elaborato dagli advisor Ubs, Bofa e Vitale.

Sul tavolo potrebbero arrivare due target molto diversi ma che risponderebbero alla logica industriale di costruire un terzo polo bancario dotato di forti fabbriche prodotto e capace di valorizzare il risparmio nazionale, Banca Generali e Banco Bpm, utilizzando il 13,2% di Generali detenuto da Mediobanca come tassello per chiudere il cerchio.