Pubblicato il: 20/08/2026 – 11:03

CATANZARO Lavori allo stadio, lavori al porto, isola pedonale, Piano regolatore, nuovo ospedale. Sono tanti i temi “caldi” sul tavolo della politica catanzarese. Ma su tutti, da settembre in poi, si staglierà la partita delle elezioni amministrative del 2027. L’ultimo scorcio della consiliatura partita a fine giugno del 2022 avrà dunque un doppio binario, quello relativo alle cose che restano da fare, soprattutto per l’amministrazione a trazione centrosinistra guidata dal sindaco Nicola Fiorita, e le trattative per la corsa al voto, che alla ripresa dopo la pausa estiva entreranno davvero nel vivo. Al momento, come peraltro è comprensibile, gli schieramenti sono frastagliati anche perché i ragionamenti, allo stato embrionali, dovranno necessariamente tenere conto di tante dinamiche, a partire da quelle che da Roma si caleranno sui territori. Basti pensare al fatto che i partiti e le coalizioni saranno impegnati anche a preparare le Politiche del 2027, uno step che inevitabilmente condizionerà anche il voto amministrativo. Equilibri dunque tutti da costruire, sia nel campo del centrodestra che in quello del centrosinistra.

Il centrosinistra

Un quadro dunque ancora tutto in divenire, anzitutto nel campo progressista, per quanto riguarda la futura scelta del candidato sindaco. Fari puntati ovviamente sul sindaco in carica, Nicola Fiorita, che resta un nome “forte” anche se il primo cittadino resta sempre piuttosto indecifrabile. L’accelerazione su alcuni dossier – come l’isola pedonale- fanno pensare a una volontà di riprovarci, ma diversi analisti sostengono che in realtà il suo obiettivo potrebbe essere una candidatura al Parlamento. Da capire poi l’appoggio dei partiti: con il Pd Fiorita ha un rapporto all’insegna degli alti e dei bassi (e ora prevarebbero questi ultimi), Sinistra Italiana invece avrebbe già fatto intendere di voler guardare ad altre opzioni, il M5S – che comunque sul territorio è piuttosto impalpabile – è invece più propenso verso l’attuale sindaco. Certo, un ulteriore cambio di passo di Fiorita sul piano dei contenuti potrebbe fare la differenza. Altri nomi che circolano: quello dell’attuale vicesindaco Giusy Iemma, dirigente apicale del Pd, che le riconosce una indubbia linearità di azione. Poi, Gianmichele Bosco, attuale presidente del Consiglio comunale, di Sinistra Italiana-Avs, nome però che potrebbe trovare poco appeal nel variegato mondo moderato che sta nel fronte progressista. E poi, in campo – anche se ancora non l’ha ufficialmente dichiarato – c’è Francesco Pitaro, del Pd ma alla guida di un movimento civico che si è già presentato facendo piuttosto rumore e che ha già assunto posizioni critiche rispetto alla stagione Fiorita: difficilmente il Pd “ufficiale” lo appoggerà, se si ricorda come i dem si sono mossi nel 2022, preferendo a un proprio iscritto – Valerio Donato – proprio Fiorita, ma per Pitaro la cosa potrebbe non rappresentare un problema né tantomeno un limite. In ogni caso, nel centrosinistra ancora tanta confusione e incertezza.