Pubblicato il: 03/07/2026 – 6:23
CATANZARO Il nuovo Piano regolatore, il futuro della Catanzaro Servizi, la municipalizzata un po’ “carrozzone”, sempre a rischio crack, i lavori al porto di Lido, eterna “incompiuta”, persino i lavori allo stadio Ceravolo, forse il dossier più delicato, almeno per chi conosce le dinamiche della città. Per quanto ancora manchi un annetto – più o meno – al voto per le Amministrative e per quanto ancora nessuno si sbilanci, il clima elettorale è già nel pieno, a Catanzaro. C’è tanta agitazione, così come però c’è anche tanta confusione politica. Del resto, cosa aspettarsi dopo quattro anni di una consiliatura particolarmente “strana”, con un sindaco – Nicola Fiorita, leader del centrosinistra – sostenuto da maggioranze sempre molto eterogenee e al timone essenzialmente per l’appoggio di “battitori liberi” in Consiglio comunale, e con un’opposizione a sua volta molto eterogenea, fatta dai partiti del centrodestra e da Azione? Una confusione che verosimilmente è destinata a diradarsi nei prossimi mesi, quando davvero i giochi per le prossime Amministrative si faranno seri e i tavoli decisori si sposteranno a Roma e a livello regionale. Ma una confusione che intanto imperversa oggi attraversando tutti i partiti e tutti gli schieramenti. La “cartina di tornasole”, sotto questo aspetto, è il tema della localizzazione del nuovo ospedale, che nella prossima settimana tornerà all’attenzione dell’aula rossa, chiamata a decidere sull’area in cui far sorgere un’infrastruttura sanitaria della quale si parla da 20 anni e della quale ancora non c’è nemmeno un progetto, oltre alla “nebulosa” sulle risorse effettivamente disponibili. Al momento, infatti, quello del nuovo ospedale è un “caso” soltanto politico, che tra l’altro sta diventando il terminale di alchimie e di “stranezze” politiche che, per la verità, solo Catanzaro sa offrire.








