Pubblicato il: 20/06/2026 – 14:52
CATANZARO La “deadline” dovrebbe essere tra il 6 e l’8 luglio, quando dovrebbe arrivare al pettine il “nodo” della localizzazione del nuovo ospedale di Catanzaro (ammesso – e non concesso – che un giorno si farà davvero, perché a oggi non c’è manco un progetto). Il tema, che continua a rivelare complessivamente l’incapacità della politica catanzarese a governare i processi evitando il provincialismo e il piccolo cabotaggio, negli ultimi giorni è letteralmente “esploso” sotto il fuoco di furibonde polemiche che stanno dividendo verticalmente e anche un po’ trasversalmente le forze politiche nel capoluogo. Tra il 6 e l’8 luglio – filtra da fonti di Palazzo De Nobili – dovrebbe tenersi il Consiglio comunale, uno “scivoloso” Consiglio comunale, chiamato a decidere dove fare il nuovo ospedale ma allo stato attuale non ci sono assolutamente le condizioni per aspettarsi dall’”aula rossa” una decisione univoca e unitaria, a conferma della debolezza della classe dirigente catanzarese.
Il tema del contendere
L’oggetto del contendere, nel complesso di un progetto comunque ammantato di tante incertezze (come quella che riguarda la reale disponibilità delle risorse finanziarie), riguarda la localizzazione del nuovo ospedale: l’alternativa è tra un’area tra l’attuale ospedale Pugliese e il presidio del Ciaccio nell’area nord di Catanzaro, già individuata dal Consiglio comunale di Catanzaro tanti anni fa e in tempi sicuramente diversi da quelli attuali, e un’area invece adiacente al Policlinico Mater Domini a Germaneto. Si segnala che la prima opzione ha il sostegno di buona parte della politica cittadina e dell’attuale Consiglio comunale ma non di tutta la politica e di tutto il Consiglio mentre la seconda, a Germaneto, è l’opzione gradita anche dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, che tuttavia ha sempre detto di volersi rimettere alle decisioni del territorio, quindi della politica catanzarese (sempre che una decisione arrivi in tempi celeri, ma i tempi sono ormai scaduti…). Si è provato a rilanciare il dibattito a giugno del 2025, con un Consiglio comunale ad hoc che avrebbe dovuto esprimere una posizione possibilmente unitaria sulla localizzazione, da trasmettere poi alla Regione e al governatore Occhiuto, e invece quel Consiglio comunale si rivelò sostanzialmente un fallimento, saltando per la mancanza del numero legale e rivelando le profonde divisioni all’interno dei due schieramenti, sia del centrosinistra sia – per la verità – anche del centrodestra e dell’opposizione in generale. Fu una pagina abbastanza triste della storia politica di Catanzaro: il rischio è che potrebbe essere ripetuta anche tra qualche settimana. La realtà è che nella politica catanzarese, anche qui trasversalmente, molti in realtà temono la “fine” dell’attuale presidio del Pugliese e con esso di un intero quartiere a nord di Catanzaro, rivelando però una visione ancora molto provinciale delle cose.











