Il Comitato n. 345 del movimento ‘Futuro Nazionale’ interviene nel dibattito sulla riorganizzazione ospedaliera di Catanzaro: “Il vero male è la carenza cronica di personale sanitario, certificata dal rapporto ISTAT 2026, non la storia dei nostri quartieri. Il dibattito politico e sociale attorno al futuro della sanità nel Capoluogo di Regione non può e non deve ridursi a un gioco di equilibri geometrici o, peggio, a diktat calati dall’alto che mirano a svuotare l’anima storica di Catanzaro”.
Città rischia di essere penalizzata
In continuità con le ferme denunce sollevate contro i tentativi di condizionamento a distanza e i rapporti poco trasparenti che rischiano di penalizzare la città, il primo Comitato della città di Catanzaro di “Futuro Nazionale” interviene per fare assoluta chiarezza sui pilastri di una vera riforma sanitaria e urbana: “Pur esprimendo una chiara e profonda vocazione futurista — orientata al progresso, alla modernizzazione e allo sviluppo tecnologico — il nostro partito riconosce e tutela in modo intransigente i valori storici della nostra comunità. Il centro di Catanzaro non è un semplice residuo del passato, ma il fulcro della nostra memoria collettiva. Non può esistere innovazione senza il rispetto delle radici culturali e strutturali che hanno reso grande questa città”. Proprio per questo, per Futuro Nazionale è “categoricamente inaccettabile l’idea di una riconversione selvaggia della città storica, e in particolare di quel quadrante urbano che da oltre un secolo possiede una radicata e gloriosa vocazione ospedaliera: oggi definita con l’area del “Pugliese – Ciaccio”. Smantellare o snaturare un presidio che per generazioni è stato sinonimo di cura e vicinanza al cittadino significa infliggere un colpo mortale all’economia e alla tenuta sociale del centro storico”.











