Quando si parla di sanità, l’attenzione si concentra spesso sulle liste d’attesa, sulle nuove tecnologie o sugli investimenti strutturali. Tutti aspetti importanti. Esiste però una risorsa senza la quale nessuna riforma può funzionare: il capitale umano. La disponibilità di medici, infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici e personale amministrativo rappresenta il principale indicatore della capacità di un ospedale di garantire cure tempestive, sicure e di qualità. Nel caso dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro, i dati pubblici consentono su questo aspetto delicato quanto essenziale, alcune riflessioni.

I numeri della carenza di organico

Secondo la programmazione aziendale, la dotazione organica minima necessaria è pari a 3.160 dipendenti a tempo indeterminato, mentre il personale effettivamente in servizio risultava pari a 2.919 unità, con una differenza di 237 professionisti. Tra le assunzioni considerate prioritarie figuravano 96 medici, 80 infermieri, 30 operatori socio-sanitari, 11 dirigenti sanitari e 20 unità di personale amministrativo, professionale e tecnico. Senza considerare le assunzioni da prevedere se come più volte affermato, nel 2027 sarà aperto un nuovo pronto soccorso al Policlinico.