Dietro il piano rimpatri elvetico ci sarebbe l’Albania
Sara Gilardi
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A member of Moroccan security stands guard as migrants gather on a hill attempting to cross from the border town of Fnideq to the Spanish enclave of Ceuta, Saturday, Aug. 15, 2026. (AP Photo)
“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Ma non sul tema migratorio, o almeno la Svizzera non sembra affatto di questo avviso. Dopo quattro anni di stallo, la Confederazione Elvetica riprende l’invio dei richiedenti asilo verso l’Italia, che nel 2022 aveva sospeso la riammissione dei dublinanti provenienti da altri Paesi europei. Adeguandosi alla linea di Berlino, la macchina si è già messa in moto: a partire da Berna i primi voli sarebbero già stati prenotati, con a bordo i primi 652 richiedenti asilo interessati. Con questa decisione, che avverrebbe di concerto con il nostro Paese, si vorrebbe dare piena esecuzione al nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo; una scelta che, in realtà, svela una vera e propria chimera.













