Dopo Berlino e Berna, anche Vienna ha ripreso a rimandare i “dublinanti" nel nostro Paese, da cui erano arrivati. Sarebbero già quattro i trasferimenti eseguiti. Intanto prosegue il dialogo con la Germania: il ministro Tajani ha condiviso con l'omologo Wadephul la “necessità di garantire protezione alle frontiere europee” e la preoccupazione dopo Ceuta
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Prima la Germania, poi la Svizzera, adesso l’Austria. Con l’entrata in vigore del nuovo Patto europeo sulle migrazioni, sono ripresi i trasferimenti di migranti verso il sud dell’Europa. Dalla data spartiacque del 12 giugno, Vienna ha rimandato in Italia quattro “dublinanti”, richiedenti asilo di cui secondo le regole deve farsi carico il Paese di primo ingresso in Ue. Il governo di centrodestra di Christian Stocker non si sbilancia su quanti altri potrebbero prendere la strada dell'Italia. Ma c’è l'incognita di un effetto domino.
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