Una batteria acquosa a base di zinco e iodio sta attirando l’attenzione della ricerca per una combinazione poco comune: una durata estrema e una ricarica molto rapida.

Il sistema descritto da Interesting Engineering supera, in condizioni di laboratorio, i 60.000 cicli di carica-scarica e può ridurre il tempo di ricarica fino a circa tre minuti. Questo risultato non è isolato, ma si inserisce in un filone di studi sulle batterie Zn-I2 che negli ultimi anni ha raggiunto durate di decine di migliaia di cicli grazie a nuovi materiali per elettrodi, elettroliti e interfacce.

La notizia va però contestualizzata: i numeri record sono ottenuti su celle piccole, con carichi di materiale attivo limitati e condizioni elettrochimiche ottimizzate. Serviranno ulteriori verifiche per capire quanto queste prestazioni possano essere mantenute su celle più grandi, con maggiori quantità di iodio e zinco, e in scenari operativi più vicini a un uso reale.

Il problema che la ricerca deve risolvere

Le batterie zinco-iodio utilizzano un anodo di zinco metallico, un elettrolita acquoso e un catodo contenente iodio. La chimica offre vantaggi importanti: materiali abbastanza economici e abbondanti, elevata sicurezza intrinseca e assenza degli elettroliti organici infiammabili tipici di molte batterie agli ioni di litio.