Solo la scorsa settimana, un piccolo drone aveva fatto scattare l'allarme nella base americana di Napoli. L'ipotesi dell'ex capo di Stato maggiore della Difesa e il ruolo dell'Italia nella crisi Usa-Iran
Quali sono i rischi per l’Italia dopo la minaccia di un attacco dell’Iran ai siti americani in Europa? Il retroscena pubblicato dal Financial Times sostiene che la Repubblica islamica starebbe valutando di colpire obiettivi militari statunitensi nell’Europa sudorientale, se Donald Trump decidesse di intensificare la guerra. E per l’Italia, che ospita basi Usa e Nato di primo piano da Sigonella ad Aviano, la questione non è solo un’ipotesi teorica. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha già portato al massimo il livello di allerta del Comando operativo di vertice, pur derubricando l’ipotesi di un attacco diretto come «irrealistico».
Quali basi sono finite nel mirino secondo il Financial Times
Secondo le fonti citate dal Financial Times, Teheran guarderebbe a due obiettivi in particolare: la base bulgara di Bezmer, aperta il mese scorso ai rifornimenti in volo degli Stati Uniti, e quella britannica di Cipro, già colpita in passato da un drone. Sidharth Kaushal, analista del Royal United Services Institute, ha parlato di «una minaccia reale, ma limitata», perché i missili Shahab avrebbero difficoltà a colpire con precisione a quelle distanze. Il capo di Stato maggiore dell’esercito israeliano Eyal Zamir lo aveva anticipato già a marzo, dopo il primo lancio di un missile intercontinentale iraniano contro la base Usa di Diego Garcia. La Nato ha risposto sottolineando che quest’anno le proprie difese aeree hanno già intercettato con successo, in quattro occasioni, missili balistici diretti verso la Turchia.














