La frase che si fa sfuggire il ministro della Difesa va spezzata in due e analizzata con lenti diverse. La prima parte è rassicurante ed è rivolta ai cittadini: «Un attacco dell’Iran alle basi americane in suolo italiano? Irrealistico», dice con tono deciso Guido Crosetto. Il quale, allo stesso tempo, racconta anche l’approccio che i militari si sono imposti in questi anni di guerra alle porte e che in queste ore hanno ribadito a tutti i generali: «Nulla è precluso». Tradotto: vietato farsi trovare impreparati. E per questo il grado di allerta per il Comando operativo di vertice è ai massimi livelli. Gli apparati difensivi, tutti continuamente testati, sono pronti a intervenire. Oggi, come sempre. Ma con un’attenzione maggiore del solito. Radar in azione, jet in prontezza, Samp-T pronti per essere dislocati in zone più a rischio e ovviamente in grado di entrare in azione in qualunque parte d’Italia. Anche perché l’Esercito li ha dislocati in due zone strategiche: nella sede del 4° Reggimento artiglieria controaerei di Mantova e il 17° Reggimento di Sabaudia. Facile, dunque, spostarli in caso di emergenza, da una parte all’altra della penisola. Il resto è tutto pianificato su più livelli e in coordinamento con i 2 grandi centri di controllo attivi 24 ore su 24 in Spagna e Germania.
L'Iran e la minaccia di attacco alle basi Usa in Europa, l’Italia alza la sua barriera: radar e sensori nei cieli, pronti caccia e missili
La frase che si fa sfuggire il ministro della Difesa va spezzata in due e analizzata con lenti diverse. La prima parte è rassicurante ed è rivolta ai cittadini: «Un attacco...









