L'esemplare di 60 anni, noto come "La Abuela", la nonna, è stata vista nello Stretto di Gibilterra con ferite recenti che, secondo le associazioni che seguono la popolazione, sarebbero compatibili con i pallini di un fucile da caccia. Il governo spagnolo ha aperto un'inchiesta
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Dieci fori sulla pinna dorsale. Dieci fori comparsi di recente e che sembrano totalmente compatibili con i pallini di un fucile da caccia, secondo le associazioni che la seguono. Così è apparsa Toñi, “La Abuela” (la nonna) delle orche iberiche, durante la sua ultima apparizione avvenuta il 10 agosto nello Stretto di Gibilterra. Quelle ferite, piuttosto evidenti, non c’erano qualche giorno prima, in occasione del suo precedente avvistamento. E il ministero spagnolo per la Transizione ecologica, che vuole vederci chiaro, ha aperto un’inchiesta informando il governo portoghese, perché l’orca era stata osservata nei giorni precedenti al largo di Faro.
È viva e sta bene
Toñi è un esemplare di 60 anni, è madre, nonna e bisnonna di diversi individui di una popolazione ridotta a meno di 40 esemplari. Toñi però è viva e sta bene. Ad affermarlo è Janek Andre, fondatore di WeWhale, sentito da La Zampa, l’inserto sugli animali del quotidiano La Stampa. “Stanno cacciando e nuotando”, ha detto riferendosi a lei e a Pingu e Scarlet, le due orche con cui viaggia. Gli animali erano arrivati a Gibilterra partendo dalla Galizia e costeggiando il Portogallo, una zona in cui Toñi non veniva avvistata da due anni.











