Per qualche ora la notizia ha fatto temere il peggio per Toñi, l'orca iberica conosciuta come «La Nonna». Sessant'anni, una vita trascorsa nelle acque tra Atlantico e Mediterraneo e un ruolo centrale nella piccolissima popolazione di orche iberiche. Quando il 10 agosto è stata avvistata nello Stretto di Gibilterra, sulla sua pinna dorsale sono comparse ferite che non c'erano nelle fotografie scattate poche settimane prima. Segni compatibili, secondo le organizzazioni che la seguono, con l'impatto di pallini di un fucile da caccia.

Ma c'è una notizia importante che arriva direttamente da chi la sta seguendo in mare. Janek Andre, fondatore e presidente di WeWhale, contattato direttamente da La Zampa a Ferragosto, ha confermato che Toñi è viva e che le sue condizioni vengono monitorate. «Stanno bene, stanno cacciando e nuotando», aveva già raccontato Andre dopo aver trascorso diverse ore in mare con Toñi e le due orche che viaggiano con lei.

WeWhale / Iberian Orca Guardians

Dieci buchi sulla pinna dorsale

Toñi è stata individuata insieme a Pingu e Scarlet dopo essere arrivata nello Stretto dalla Galizia, seguendo la costa portoghese. Era da circa due anni che non veniva osservata in quella zona. A colpire i ricercatori sono state le ferite sulla pinna dorsale e sul dorso. Le immagini raccolte da WeWhale e Iberian Orca Guardians mostrano numerosi segni che, per aspetto, numero e distribuzione, sono compatibili con colpi di arma a pallini. Le organizzazioni parlano di circa dieci impatti e ritengono che alcuni proiettili possano essere ancora conficcati nella pinna. Il confronto con le fotografie precedenti è uno degli elementi più importanti dell'indagine: Toñi era stata fotografata soltanto poche settimane prima e quelle lesioni non erano presenti. Il Ministero spagnolo per la Transizione ecologica ha aperto un'indagine per ricostruire quanto accaduto e individuare, se possibile, eventuali responsabili. Sono stati inoltre contattati gli omologhi portoghesi, perché gli animali erano stati osservati poco prima nelle acque di Faro.