Buone notizie sull’orsetta Nina arrivano dal Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm). Trovata lo scorso maggio a girovagare da sola nella zona di Pizzone, sul versante molisano del Parco, fu recuperata dopo che un attento monitoraggio aveva verificato che non vi erano segni della presenza della madre. Durante i suoi spostamenti finì anche a bordo strada, correndo gravi pericoli. Aveva 4 o 5 mesi e pesava circa tre chili: a quell’età un cucciolo d’orso è ancora completamente dipendente dalla mamma e, lasciata in natura, sarebbe stata facile preda di cani da guardiania e lupi, oltre a rischiare di essere investita dalle auto.

Il Pnalm ricoverò la piccola Nina in una struttura protetta del Parco a Pescasseroli, attivando lo stesso protocollo già sperimentato con l’orsetta Morena, recuperata alla periferia di Villavallelonga (L’Aquila) nel maggio 2015, rilasciata in natura dopo lo svezzamento nel dicembre successivo e poi, purtroppo, trovata senza vita nel luglio dell’anno successivo probabilmente a causa di una malattia originata da problemi dentali.

Adotta il fratello del suo cane scomparso: il gesto nel primo viaggio in auto la lascia senza fiato

I primi giorni di ricovero

I primi giorni di ricovero di Nina sono stati molto delicati. “La priorità assoluta è stata quella di superare la fase emergenziale legata anzitutto all'alimentazione, passata dal latte materno a un cibo totalmente sconosciuto e, contemporaneamente, al monitoraggio del suo stato di salute”, spiega l’Ente Parco. “È stata limitata al massimo l'interazione degli operatori per ridurre al minimo, la confidenza con l’uomo. Immaginate quanto possa essere stressante per un cucciolo selvatico, abbandonato dalla madre, essere trasportato e trovarsi improvvisamente in un ambiente chiuso e sconosciuto”.