Le ferite sul corpo dell'orca (foto: WeWhale)
"Vi scrivo a nome di WeWhale e della Iberian Orca Guardians Foundation per comunicarvi una notizia profondamente preoccupante: Toñi, la femmina più anziana conosciuta della popolazione di orche iberiche, specie in pericolo critico di estinzione, è stata uccisa a colpi di fucile". Inizia così la mail che Janek Andre, fondatore dell'associazione WeWhale che dal 2021 promuove la consapevolezza e la protezione dei cetacei nei nostri oceani, ha inviato a Kodami.
Ciò che è accaduto a Toñi è un agguato vero e proprio, il cui esecutore però non è stato ancora rintracciato. "Durante le nostre attuali osservazioni in mare – spiega l'esperto – abbiamo documentato molteplici ferite da pallini di fucile nella sua pinna dorsale. Le nostre fotografie mostrano circa dieci impatti su un lato della pinna. Le immagini attuali indicano che diversi proiettili potrebbero aver attraversato la pinna dorsale, mentre altri potrebbero essere ancora conficcati nei tessuti". Andre fa subito riferimento alle controverse interazioni tra le orche iberiche e le imbarcazioni a vela che da tempo stanno avvenendo nell'area e che hanno portato all'affondamento di diversi natanti. "Su questo tema la nostra posizione è inequivocabile – aggiunge – Sparare a questi animali non può mai, in nessuna circostanza, essere una risposta accettabile. Queste orche hanno bisogno di protezione, non di rappresaglie".










