La notte di Ferragosto non è una festa per tutti. Sicuramente non lo è per gli animali, tanto i domestici quanto i selvatici che si troveranno a dover affrontare lo stillicidio dei botti e dei fuochi d'artificio. Anche se in modo minore rispetto alla consuetudine del Capodanno, anche la sera in cui si festeggia l'estate sono molte le persone, ma anche e ancora le istituzioni, che sparano fuochi d'artificio.
Il dato di fatto però, ormai noto a tutti, è che questa usanza comporta danni alla popolazione animale, provocando problemi che vanno dal mettere le altre creature viventi in una situazione di ansia e disagio fino a poterne causare la morte. E ciò riguarda sia il cane o il gatto di casa che specie come gli uccelli e le altre tipologie che vivono in natura o proprio nei nostri centri abitati. Sempre più Comuni vietano i botti da Nord a Sud A fronte di una "tradizione" che stenta ad essere abbandonata, sono sempre di più però i Comuni in Italia che vietano i fuochi d'artificio durante la sera di Ferragosto.
Lungo le coste laziali, ad esempio, meta di tantissime famiglie che da nord a sud si trasferiscono durante il periodo estivo sono tante le amministrazioni che hanno vietato l'uso dei fuochi d'artificio. Località balneari molto frequentate come San Felice Circeo, Anzio, Cerveteri, Ladispoli e Gaeta hanno imposto lo stop anche ai falò sulle spiagge e, appunto, allo sparo di botti, petardi e fuochi d'artificio. Anche al Meridione e nelle isole ci sono Comuni che si sono dati da fare in questo senso. A Messina e Mazara del Vallo p ormai fissa l'emanazione ogni anno di ordinanze al riguardo per le giornate del 14 e 15 agosto in cui vengono vietate la detenzione e l'accensione di materiale pirotecnico e i falò sulle spiagge. Anche in diverse aree costiere della Puglia e della Sardegna le ordinanze balneari comunali e regionali vietano tassativamente l'uso dei fuochi sul demanio marittimo per proteggere gli ecosistemi marini e le zone dunali.
















