Ogni fine anno la scena si ripete: luci nel cielo, esplosioni nelle strade, paura negli animali.Da tempo associazioni, veterinari ed enti pubblici denunciano gli effetti devastanti dei botti su cani, gatti e fauna selvatica.Tra appelli ai Comuni, dati scientifici e consigli pratici, cresce la richiesta di un modo diverso di festeggiare.

Un’abitudine diffusa, un rischio sottovalutato

Botti, petardi e fuochi d’artificio restano una consuetudine radicata nei festeggiamenti di fine anno. Come ogni dicembre, molte associazioni animaliste chiedono ai sindaci italiani di adottare ordinanze che vietino l’uso di botti sul territorio comunale. L’obiettivo è duplice: prevenire incidenti anche gravi per le persone e tutelare gli animali, per i quali il Capodanno non è una festa ma “un incubo”.

Il fragore improvviso provoca panico, disorientamento e reazioni istintive di fuga. Ogni primo gennaio si moltiplicano le segnalazioni di animali smarriti, feriti o morti. Il rumore, amplificato da una soglia uditiva molto più sensibile rispetto a quella umana, trasforma pochi minuti di festeggiamenti in un vero bombardamento sonoro.

I danni agli animali