Ogni anno, con l’arrivo del Capodanno, il cielo delle città si accende di luci accompagnate da scoppi e boati. E per milioni di animali, selvatici e domestici, quella che per l’uomo è una festa si trasforma in puro terrore. Da tempo la comunità scientifica e gli esperti di conservazione lanciano un allarme chiaro e documentato: i fuochi d’artificio provocano stress acuto, disorientamento, mortalità diretta e un dispendio energetico che molti animali non sono in grado di sostenere.

“Non si tratta di sensibilità animalista o di percezioni soggettive, ma di evidenze scientifiche consolidate, pubblicate su riviste internazionali e confermate da anni di osservazioni sul campo”, spiega a La Zampa lo zoologo Rosario Balestrieri. “Eppure, nonostante la biodiversità sia oggi tutelata dalla Costituzione italiana all’articolo 9, questa pratica continua a essere largamente tollerata, quando non incoraggiata”.

Uccelli in fuga, spesso verso la morte

Gli animali più colpiti sono gli uccelli. Il rumore improvviso e violentissimo dei botti scatena reazioni di panico che risultano spesso fatali.

“Studi citati da Environmental Science & Technology e dal Journal of Ornithology stimano che ogni anno decine di migliaia di uccelli muoiano in seguito ai fuochi d’artificio”, continua Balestrieri. “Merli, pettirossi, passeri, storni e altre specie comuni vengono colti da uno shock acustico che li spinge a decollare all’improvviso, disorientati, andando a schiantarsi contro edifici, vetrate e infrastrutture. Sul piano fisiologico l’effetto è devastante: aumento repentino della frequenza cardiaca e respiratoria, rilascio massiccio di ormoni dello stress e compromissione delle funzioni vitali. Il tutto avviene in un momento critico dell’anno, lo svernamento, quando le riserve energetiche sono già al minimo”.