Per capire cosa si prova durante un attacco di panico basta immaginare la reazione del corpo davanti a un pericolo improvviso, come un aereo che precipita. Il cuore accelera, il respiro diventa corto, i muscoli si irrigidiscono, arriva la sensazione di perdere il controllo e perfino di poter svenire. Il corpo si prepara alla sopravvivenza. Solo che, in questo caso, il pericolo non esiste davvero. È il cervello a lanciare un falso segnale d’allarme, attivando una risposta fisica potentissima. La minaccia che percepisce non è presente nella realtà esterna, ma nasce nella dimensione emotiva e inconscia della persona. È un falso allarme del sistema nervoso: la paura è reale, ma il pericolo no.
Cosa succede al corpo durante un attacco di panico
Un attacco di panico è un’attivazione improvvisa del sistema nervoso simpatico, la parte del sistema nervoso autonomo che prepara l’organismo ad affrontare una minaccia. È la cosiddetta risposta di «attacco o fuga», un meccanismo antico che serve a proteggerci. In pochi secondi il corpo viene attraversato dall’adrenalina: il battito aumenta, il respiro diventa rapido e superficiale, il sangue viene indirizzato verso i muscoli, i sensi diventano più vigili. Tutto l’organismo entra in modalità emergenza. Anche il cervello partecipa a questa reazione. Gli studi mostrano un’iperattivazione dell’amigdala, la struttura coinvolta nella gestione della paura, insieme ad altre aree legate all’allerta e alla percezione del dolore. Per questo, mentre il corpo reagisce con forza, diventa difficile ragionare in modo lucido: la parte emotiva prende il sopravvento su quella razionale.







