HomeLa SpeziaCronacaLicenziata per le guerre, ma l’impiegata fa causa. Reintegrata e risarcitaUna spezzina bussa al tribunale dopo un siluramento all’americana motivato da un presunto stato di crisi causato dai conflitti mondialiLa decisione del giudice è stata favorevole alla lavoratriceRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLa Spezia, 14 agosto 2026 – Licenziata con effetto immediato con la scusa del calo delle commesse determinato dalla guerra in Ucraina e dal conflitto israelo-palestinese, non esita a impugnare il siluramento in tribunale. Risultato? Non solo l’annullamento del licenziamento e la conseguente reintegrazione negli organici, ma anche un risarcimento del danno dal giorno del licenziamento, stabilito in poco più di diecimila euro. Protagonista della vicenda è una impiegata di Termomeccanica Pompe, la storica società spezzina leader internazionale nella produzione di pompe industriali acquisita nel 2022 dalla società americana Trillium Flow Technologies.

Il licenziamento

La vicenda affonda le sue radici all’inizio dell’anno, quando la donna viene raggiunta dalla lettera con cui l’azienda comunica l’interruzione del rapporto lavorativo per giustificato motivo oggettivo. Un “licenziamento all’americana“, un siluramento con effetto immediato motivato dall’azienda con la situazione geopolitica in atto. “la società sta attraversando un periodo di crisi, dovuto principalmente allo sfavorevole andamento del mercato con una significativa contrazione di ordini. Tale situazione è stata determinata dal crescente incremento dei prezzi delle materie prime derivanti dall’inflazione e dal perdurare di una situazione di incertezza creata prima dalla criticità della pandemia e più recentemente dalle guerre Ucraina-Russia e dal conflitto israelo-palestinese” si legge nella lettera con cui la società giustifica il licenziamento anche con la soppressione della posizione lavorativa occupata dalla donna in virtù della riorganizzazione dell’assetto aziendale per far fronte alla crisi.