Una sequenza frenetica, a tratti drammatica, che si sviluppa lungo il perimetro di una città che nelle ore più buie continua a trasformarsi in una polveriera. Napoli si risveglia dopo una notte d’agosto contando i feriti e cercando risposte a un enigma inquietante. Tra le pieghe della movida e l’ombra del degrado che attanaglia interi quartieri, il bilancio delle ultime ore parla chiaro: un vero e proprio giallo attorno al ritrovamento di una turista lombarda ridotta a una maschera di sangue nel cuore della notte e due feroci aggressioni ai danni di giovani stranieri, consumate a una manciata di minuti l’una dall'altra.
GIALLO AL MUSEO Tutto comincia intorno alla mezzanotte di ieri. I carabinieri del Nucleo radiomobile stanno percorrendo via Santa Teresa degli Scalzi quando un passante agita le braccia per attirare la loro attenzione. Pochi metri più avanti, all’altezza del civico 76, c'è una donna accasciata sull’asfalto, priva di sensi e con una forte perdita di sangue dalla testa. Scatta l’allarme al 118. La malcapitata, una quarantasettenne originaria della provincia di Bergamo, viene caricata in ambulanza e trasportata a sirene spiegate all’ospedale Cardarelli, dove si trova ancora adesso ricoverata per un grave trauma cranico. Le sue condizioni restano critiche e la prognosi è riservata. Attorno al suo corpo solo un fitto mistero. Cosa le è successo? Un'aggressione finita male o una tragica, banale caduta dettata dall'imprudenza? Nessuna ipotesi viene esclusa dai carabinieri della compagnia Stella, che stanno lavorando senza sosta per ricostruire la mappa degli ultimi minuti della donna. Gli investigatori scavano nel passato della quarantasettenne. Alloggiava da sola in un b&b del vicino quartiere Materdei per una vacanza solitaria e a suo carico risultano alcune vecchie segnalazioni per consumo di sostanze stupefacenti e guida in stato di ebbrezza. Un dettaglio che trova immediato riscontro nei primi rilievi sul campo: i sanitari e i militari hanno notato subito un forte odore di alcol emanato dalla vittima. I primi frame estrapolati dai sistemi di videosorveglianza tra via Santa Teresa e la zona del Museo Archeologico Nazionale mostrano infatti la donna mentre barcolla da sola. Ma le immagini rivelano anche un’altra fondamentale certezza: il punto del ritrovamento non è il luogo in cui si è verificato il fatto. La donna si è trascinata per metri prima di crollare al suolo? Oppure è stata abbandonata lì dopo un impatto o un pestaggio avvenuto altrove? La caccia alle telecamere dei locali e le testimonianze dei gestori della zona saranno decisive nelle prossime ore per dare risposte a un giallo ancora tutto da decifrare. RAPINE NEL SANGUE Ma la notte di paura della città era ben lontana dal dirsi conclusa. Alle 3.40 un nuovo allarme fa scattare le pattuglie della polizia di Stato. Una volante interviene a due passi da piazza San Francesco di Paola, nel cuore di Porta Capuana. A terra c'è un algerino trentaseienne, insanguinato e sotto choc. Agli agenti del commissariato San Ferdinando l’uomo racconta un incubo consumatosi poco prima nella zona di via Sant'Antonio Abate: tre sconosciuti, anche loro stranieri, lo avrebbero accerchiato per rapinarlo. Al suo rifiuto di consegnare i beni, la banda non ha esitato a colpirlo violentemente alla testa con una spranga. Soccorso dall’ambulanza del 118, è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini. Neppure il tempo di effettuare i primi rilievi che, neppure mezz’ora dopo, la struttura sanitaria della Pignasecca registra un altro accesso d'urgenza. I medici prendono in cura un ventiduenne tunisino giunto con una profonda ferita da punta e taglio al gluteo destro. Ascoltato dai poliziotti dell’Upg, il giovane ha riferito di essere stato affrontato da quattro connazionali nei pressi della Stazione Centrale di piazza Garibaldi. Un agguato in piena regola scattato anche in questo caso a scopo di rapina. Di fronte alle minacce e al tentativo di sottrargli il denaro, la vittima ha abbozzato una disperata reazione, venendo trafitto dalla lama degli aggressori, poi sfuggiti nel buio tra i vicoli della zona. Per fortuna, pur rimanendo in attesa di ulteriori accertamenti clinici, il giovane non sarebbe in pericolo di vita. Due raid brutali che riaccendono drammaticamente i riflettori sulla vivibilità e sulla sicurezza nell’area stretta tra la Stazione Centrale, Porta Capuana e il Vasto. Proprio su questa porzione di città, appena pochi giorni fa, si era concentrata l’attenzione delle istituzioni con un vertice straordinario convocato in prefettura per delineare nuove strategie di controllo del territorio e contrastare il degrado dilagante. La risposta della criminalità di strada non si è fatta attendere, trasformando una notte estiva in un bollettino di guerra.







