Una notte d’estate trasformata in un incubo di sangue e violenza gratuita nel cuore pulsante del centro storico di Napoli. Erano circa le 2.20 della notte tra sabato e domenica quando via Enrico De Marinis, a pochi passi dalla sede dell'Università “L'Orientale”, è diventata lo scenario dell’ennesima e brutale aggressione da parte di una baby gang. Tre ragazzi, che stavano facendo ritorno a casa dopo aver trascorso la serata in compagnia di amici, sono stati accerchiati, isolati e violentemente picchiati da un gruppo composto, secondo le prime testimonianze raccolte sul posto, da una quindicina, forse addirittura una ventina, di giovanissimi.

Avellino, due arresti per l’aggressione al 41enne nel parcheggio del supermercatoL'aggressione La ricostruzione dell’accaduto restituisce un quadro inquietante sulla gratuità della violenza che continua a consumarsi nelle zone della movida cittadina. Secondo quanto riferito dalle stesse vittime e confermato da alcuni esercenti che gestiscono le proprie attività commerciali nella zona, non ci sarebbe stata alcuna discussione preliminare, nessun diverbio né alcuna forma di provocazione da nessuna delle due parti coinvolte. I tre giovani sono stati presi di mira all'improvviso, senza un motivo apparente. Nel giro di pochi istanti si sarebbero ritrovati stretti in una morsa umana: il branco li avrebbe circondati dando il via a una tempesta di calci e pugni. La violenza è degenerata ulteriormente quando è spuntata un'arma da punta. Uno dei tre ragazzi, è stato infatti colpito alla coscia da un fendente. Al momento le forze dell'ordine non hanno ancora accertato se l'arma utilizzata sia stata un coltello o un punteruolo. Nonostante la gravità del gesto, per uno di loro le conseguenze non sono state critiche: il gonfiore alla gamba si è progressivamente ridotto nelle ore successive grazie alle prime cure. Le ferite più serie hanno invece interessato gli altri due amici. Uno di loro ha riportato la frattura di una mano, oltre a vistose lesioni al volto e alla coscia. Il terzo del gruppo, ha subito la frattura delle ossa nasali e diverse contusioni facciali. «Possibile che i nostri ragazzi - dice la madre di uno dei ragazzi feriti - non possano vivere la propria città con spensieratezza? Poi sono costretti ad andare via per sentirsi più protetti ed affermarsi». Entrambi sono stati trasportati in ospedale, dove i medici hanno rilasciato una prognosi di trenta giorni. Salerno, scacco alla baby gang: era diventata il terrore di Piazza della LibertàIl salvataggio A evitare conseguenze ancora peggiori è stato l’intervento del titolare di un locale. L'uomo, vedendo i tre ragazzi sanguinanti e in stato di shock, non ha esitato ad agire. Li ha fatti entrare immediatamente nel proprio negozio per sottrarli alla furia del branco e ha prestato loro i primi soccorsi. In breve tempo sono giunti sul posto gli agenti della polizia di Stato e un'ambulanza, che ha provveduto al trasferimento dei feriti all'Ospedale Pellegrini.Ad aggiungere ulteriore amarezza alla vicenda c'è un dettaglio raccontato dagli amici delle vittime. Di solito, il gruppo era abituato a rientrare a casa intorno all'una di notte. Sabato sera, complice il clima estivo, avevano deciso di trattenersi un po' più a lungo per godersi qualche momento di tranquillità in una zona che credevano sicura. Una scelta legittima che si è trasformata in una trappola. Spari a Montesanto, le indagini: «Scontro tra due gruppi criminali». Il questore: «Lo Stato ha risposto subito»Le reazioni L'episodio ha riacceso con forza l'allarme sicurezza nel centro storico di Napoli, scatenando la rabbia e la preoccupazione di chi in quei quartieri vive e lavora ogni giorno. Da mesi residenti e negozianti stanno denunciando alle forze dell’ordine il progressivo degrado, l'aumento di microcriminalità e violenza durante le ore notturne. «Servono più telecamere di sorveglianza e una presenza costante e visibile delle forze dell'ordine – è l'appello accorato degli esercenti della zona –, se necessario anche attraverso presidi fissi dell'Esercito. Le istituzioni non devono pensare soltanto a tutelare i flussi di turisti, ma hanno il dovere di garantire la sicurezza e la vivibilità anche a chi questa città la abita ogni giorno».