Il commando che si avvicina, il colpo di pistola esploso a bruciapelo senza un motivo apparente e la fuga lampo tra le strade di Scampia. La notte dell’area nord di Napoli torna a tingersi di rosso sangue. È un raid dai contorni a dir poco misteriosi, quello scattato ieri nel rione Don Guanella. Ad avere la peggio è stato il giovanissimo Francesco Musto, già conosciuto - a dispetto dei suoi 19 anni - agli archivi delle forze dell’ordine, ferito di striscio all’addome. Trasportato al pronto soccorso del Cto, è stato subito medicato e dimesso qualche ora più tardi con una prognosi di sette giorni. Le indagini sul caso sono adesso condotte dalla polizia, secondo la quale l’agguato potrebbe essere maturato nell’ambito della tremenda escalation di violenza che va avanti ormai da diversi mesi e che vede coinvolti giovani e giovanissimi, alcuni con parentele “ingombranti” alle spalle, dei quartieri Scampia, Secondigliano e Miano.
L’allarme è scattato intorno alle 23,30 di ieri. È a quell’ora che dall’ospedale Cto la sala operativa della questura riceve la segnalazione di un ragazzino appena arrivato al triage con una ferita, non grave, d’arma da fuoco. Sul posto si precipitano gli uomini del commissariato Arenella, i quali hanno a lungo provato a interrogare Musto. Le risposte di quest’ultimo sono state però assai vaghe e frammentarie. Il diciannovenne si è infatti limitato a spiegare che, mentre si trovava in via don Pino Puglisi, nel cuore del rione Don Guanella, tre sconosciuti dai volti scoperti si sono avvicinati e, tutto d’un tratto e senza proferire parola, uno di loro ha estratto una pistola e ha premuto il grilletto. La vittima non ha dunque chiarito il motivo della brutale aggressione a mano armata. La polizia sta ora setacciando l’area alla ricerca di telecamere che possano fornire elementi utili alle indagini. Sullo sfondo, l’atroce sospetto che si tratti dell’ennesimo - ma non ultimo - capitolo di una faida “a bassa intensità” che, tra pestaggi e agguati, va avanti da ormai troppo tempo.






