Rischiare uno sfregio permanente senza un perché. Ancora sangue nella movida e ancora un ragazzino che finisce sotto tiro. Ad appena ventiquattro ore di distanza dai due fendenti sferrati in piazza Vanvitelli contro la schiena di un sedicenne, un nuovo brivido di terrore sferza le notti napoletane. Teatro dell’ennesima aggressione, piazza Carlo III, uno dei punti nevralgici del by night del centro storico. Dal Vomero a San Lorenzo, dunque, il tragico copione non cambia. Se nell’area collinare a innescare la furia era stato uno sguardo di troppo, nell’ultimo caso sarebbe stata invece la gelosia ad accendere la miccia. Napoli, notte di sangue a Secondigliano, killer in azione fuori dal bar: pregiudicato ferito a una gamba

La dinamica Un diciassettenne conversa con una ragazzina che si è appena avvicinata alla sua comitiva per un saluto. Il gruppetto parla del più e del meno, ma i loro sorrisi vengono ben presto interrotti dal panico. Qualche metro più in là un altro ragazzo, di qualche anno più grande, osserva la scena. Ciò che vede non è di suo “gradimento” e in un istante passa alle vie di fatto. Si scaglia contro il minorenne, estrae un coltello dalla tasca e con la punta della lama fende il sopracciglio. L’area antistante il sempre affollato bar di piazza Carlo III si trasforma in un ring. Urla disperate, fuggi fuggi generale. Qualcuno, però, riesce a mantenere la calma e chiama i carabinieri. Un pugno di minuti più tardi arriva su quella che è appena diventata la scena del crimine la prima pattuglia dei carabinieri. L’allarme L’allarme scatta poco dopo le ventidue di mercoledì. È intorno a quell’ora che i militari del Nucleo radiomobile, raccolta la richiesta di aiuto, si precipitano in piazza Carlo III. Al loro arrivo, però, la vittima è stata già accompagnata in ospedale dagli amici. I carabinieri raggiungono così il pronto soccorso di Villa Betania, dove raccolgono la testimonianza dello studente e i racconti degli altri componenti della comitiva. Quello che ne viene fuori è un resoconto da brividi. Il diciassettenne di Pomigliano d’Arco riferisce infatti che mentre stava parlando con una ragazzina, probabilmente incontrata lì per caso, è stato brutalmente aggredito da uno sconosciuto. Un giovane, forse di qualche anno più grande, che dopo aver osservato la scena non ha esitato a scagliarsi contro di lui. Una spedizione punitiva culminata con un fendente che l’ha sfiorato al sopracciglio sinistro. Pochi millimetri e avrebbe rischiato di perdere l’occhio. Per fortuna il raid non ha avuto conseguenze irreversibili: ricevute le medicazioni del caso, è stato poi dimesso con una prognosi di quattro giorni e qualche punto di sutura. Per superare lo choc servirà invece un po’ più tempo. Le indagini, condotte ora dai carabinieri della compagnia Stella, sono intanto partite. I militari dell’Arma hanno già acquisito le videoregistrazioni delle telecamere di sicurezza, sia pubblica che privata, e non escludono di approdare a breve a un primo identikit. La denuncia Sull’aggressione interviene la presidente della Municipalità 4, Maria Caniglia, che sottolinea come la vicenda non debba essere minimizzata: «Quanto accaduto - ragiona - è grave e non può essere sottovalutato. La violenza tra giovanissimi è un fenomeno preoccupante e, purtroppo, non si tratta del primo episodio registrato in quest’area». Il presidio delle forze dell'ordine resta cruciale per tutelare un luogo sempre più frequentato: «La piazza negli ultimi tempi è diventata un punto di ritrovo per i giovani. Una vitalità positiva che va tutelata, evitando che episodi di violenza possano comprometterla». Per frenare l'escalation, la ricetta passa anche per le scuole, dove la Municipalità ha già avviato percorsi sulla legalità: «Un impegno che va rafforzato con le famiglie e le istituzioni, con maggiore prevenzione e attenzione sul territorio».