Un inseguimento lungo quasi tre chilometri e un’implacabile sete di vendetta. Movida e piombo per un’alba, quella di ieri, decisamente ad alta tensione tra le strade dell’area ovest di Napoli. È qui che, improvvisa, è divampata un’escalation di violenza il cui perimetro appare al momento ancora tutto da decifrare. Gli investigatori partono da due dati: un’utilitaria schiantata sulle auto in sosta lungo viale Cavalleggeri d’Aosta e i profili dei due giovanissimi che si trovavano all’interno dell’abitacolo.

Originari di Secondigliano, hanno cognomi di peso, legati a doppio filo agli storici clan di camorra dell’area nord. Messi sotto torchio dai carabinieri, forniscono versioni convergenti: «Volevano rapinarci del Rolex. Ci hanno rincorso e hanno sparato». Sullo sfondo, fa però capolino un interrogativo destinato a spalancare le porte a scenari investigativi, forse, ancora più inquietanti. Il tentativo di strappare l’orologio di pregio indossato dal ragazzo alla guida sarebbe stato in realtà un pretesto per mascherare un agguato. Una vera e propria spedizione punitiva, maturata dopo una lite furibonda scoppiata poco prima in una discoteca di via Coroglio. Gli spari Sono da poco trascorse le 6.20 di ieri mattina, quando i militari del Nucleo radiomobile di Napoli intervengono sulla scena. Pochi minuti prima qualcuno ha segnalato loro un tentativo di rapina in corso. Uno scenario thriller, rivelatosi ben presto ancora più grave. Arrivati sul posto, i carabinieri si ritrovano davanti a una scena da brividi. Una Smart “Fortwo”, dopo aver colpito alcune auto parcheggiate, ha terminato la propria corsa a bordo strada. Al suo interno due ragazzi: il guidatore M.B., poco più che ventenne, e il passeggero L.E., ventisette anni già compiuti e alle spalle una fedina penale non proprio immacolata: nel suo “curriculum” figurano precedenti per reati contro il patrimonio e la persona, ma anche legati al possesso di armi.Fuorigrotta, rapina un orologio di lusso: arrestato dopo una colluttazione con la poliziaProprio un’arma avrebbe segnato il terrificante inseguimento consumatosi nei minuti precedenti. Stando a quanto riferito dai due secondiglianesi, tre uomini a bordo di un potente suv Audi avevano dato loro la caccia nel tentativo di entrare in possesso del Rolex indossato dal giovanissimo al volante. Una circostanza, questa, in parte confermata da alcuni testimoni oculari che hanno assistito alle fasi finali dell’assalto. Il commando, dopo aver esploso tre colpi di pistola senza andare a segno sull’utilitaria, ha infatti minacciato e aggredito l’automobilista, senza però riuscire a portare via il bottino. Fin qui i dati balistici e i racconti della vittime. Vale a dire, la punta di un iceberg che potrebbe aver ben altre proporzioni. Le indagini Il raggio d’azione dell’inchiesta è destinato ad allargarsi. I carabinieri della compagnia di Bagnoli hanno già acquisito le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza pubblica e i primi riscontri restituiscono una vicenda che sembra andare oltre il semplice tentativo di rapina. L’inseguimento - anzi, la caccia all’uomo - era cominciato già diversi minuti prima. A dare fuoco alle polveri uno scontro avvenuto all’interno o nel parcheggio di uno dei locali dell’ex area Italsider.Napoli, controlli a Chiaia: sanzionati tre locali, non hanno rispettato la nuova ordinanzaÈ qui che i due secondiglianesi sarebbero entrati in rotta di collisione con il trio. I militari dell’Arma stanno cercando adesso di capire quale sia stata la scintilla che ha innescato l’escalation. Il ventaglio delle ipotesi oscilla dalla lite per futili motivi - il classico sguardo di troppo - al regolamento di conti maturato all’ombra della malavita. Già ieri mattina, intanto, i carabinieri hanno recuperato l’Audi “Q2” usata per l’inseguimento. Una vettura, risultata presa a noleggio, abbandonata vicino a una palazzina non distante dal punto in cui si è schiantata la Smart. Le prossime ore saranno decisive. L’ombra della faida tra clan torna intanto ad allungarsi sulle notti della movida flegrea.