La corsa contromano in via San Sebastiano dura un pugno di secondi. Lo scooter raggiunge l’ingresso del locale, il passeggero entra per portare a termine la sua «missione». Non è lì per consumare un drink o fare un saluto. La telecamera di sicurezza interna registra ogni passaggio. I movimenti sono fulminei: salta fuori una bustina, il barista la prende e consegna due banconote. Sembra finita lì e invece l’inferno è dietro l’angolo. Il rider della droga incrocia un uomo con il quale ha un conto in sospeso. Sguardi di fuoco, parole al veleno e infine due schiaffi a bruciapelo. Il presunto spacciatore scappa, ma non incasserà lo smacco. Risale in sella allo scooter e mentre l’amico accelera a tutto gas estrae una pistola. Esplode tre colpi al cielo, ma un proiettile di rimbalzo colpisce un innocente che, qualche metro più in là, stava bevendo una birra davanti a un altro bar. Ferito alla spalla, Germano Saponara si accascia in una pozza di sangue. Eccola, la chiave che innesca la nuova svolta investigativa - la seconda in pochi giorni - sul terrificante raid scattato all’alba del 25 luglio a due passi da piazza Bellini. Dopo il fermo da cui, dopo appena ventiquattro ore, è stato raggiunto l’esecutore materiale, il diciannovenne Giuseppe Muscariello, le manette sono adesso scattate anche per il complice, il ventenne Vincenzo Rubino.