Spiagge libere, spiagge chiuse, spiagge attrezzate, concessioni da rinnovare con gare pubbliche. Con il caldo afoso di questi giorni la corsa al mare dovrebbe essere un toccasana e, invece, a Napoli, anche questo sta diventando un privilegio per pochi. L’unico che sembra avere le idee chiare su cosa fare è l’onorevole Borrelli che corre da un lido all’altro su tutta la costa campana cercando di fare capire che il mare non è privato ma di tutti. Già, il mare di tutti. E allora chi meglio di Enzo Cuomo, assessore regionale al Governo del Territorio e al Patrimonio, può rispondere a questa domanda?
Assessore il mare è di tutti? «Non ci sono dubbi, tutti devono poter godere del mare. Io apprezzo l’onorevole Borrelli perché sta facendo proprio questo lavoro, far capire ai cittadini che il mare è di tutti». Intanto, però, cancelli, catenacci, muri, barriere. «Sono il risultato di anni e anni di non governo del territorio. Decenni in cui i titolari delle concessioni hanno creduto che l’area assegnata fosse un bene privato, loro. Un bene su cui potevano fare quello che volevano». E invece? «Non è affatto così. Il bene demaniale resta demaniale anche quando viene dato in concessione. E le regole per il godimento pubblico devono essere rispettate. E se fino ad oggi non sono state rispettate è perché sono mancati i controlli. Non ci sono mai stati equivoci sulle regole, ma mancati controlli che hanno generato abusi di ogni genere». E allora, come si esce da questa situazione? «Con la chiarezza e con l’esatta percezione dei diritti e dei doveri. A luglio insieme all’assessore Maraio abbiamo inviato una nota a tutti i comuni costieri in cui richiamavamo la necessità del pieno rispetto del Puad con particolare riferimento alla libera e gratuita fruizione delle spiagge libere, evitando che il noleggio di attrezzature balneari possa tradursi, di fatto, in forme di occupazione di spazi pubblici». Assessore il Puad (Piano di utilizzo delle aree demaniali) della Regione è del 2022, siamo nel 2026 e, francamente, non è cambiato molto. «Su questo non sono d’accordo. E le spiego perché: solo 5 comuni su 60 non hanno ancora redatto il loro Pad (piano comunale utilizzo del demanio, ndr) e, le dirò di più questi cinque comuni a breve saranno commissariati per la redazione del Pad. Questo significa che ora si può procedere con le gare pubbliche, si può finalmente rispettare la quota del 30% di aree demaniali che devono essere libere, aperte alla fruizione di tutti». Ma anche su questo 30% si sentono interpretazioni disparate. il 30% di una spiaggia o il 30% del litorale demaniale di un Comune? «Nessun equivoco, bisogna lasciare alla fruizione pubblica il 30% delle aree demaniali di ogni Comune». Ma cosa significa aree libere, abbandonate a loro stesse? «Assolutamente no. Il Comune deve garantire sorveglianza e pulizia. Deve anche mettere a disposizione attrezzature come sdraio, lettini e ombrelloni. Ma attenzione, non deve fare il concessionario. Deve disporre di queste attrezzature e poi sarà l’utente a prendere e ad utilizzarle e poi riportarle dove le ha prese. Nulla va lasciato sulle spiagge libere, a sera cala il sipario e si ricomincia daccapo il mattino dopo». Essenziale la sorveglianza. «Certo e deve essere anche con personale qualificato pronto ad intervenire in caso di emergenza o di condizioni meteo sfavorevoli». E poi bisogna fare chiarezza sulla situazione battigie. «Anche questa regola purtroppo, senza controlli, è stata spesso ignorata. La battigia di 5 metri deve essere libera a tutti. Non ci devono essere impedimenti e barriere di nessun genere. Tutti possono passeggiare, sedersi in riva al mare. C’è solo una deroga che riguarda la penisola sorrentina dove a causa di spiagge particolarmente poco larghe, l’obbligo di battigia libera è stato abbassato a tre metri». Ma ci sono situazioni particolari. Ad esempio l’accesso attraverso strade private a spiagge. «L’accesso alla zona demaniale deve essere garantito e libero. se poi si usufruisce di servizi allora quelli vanno pagati. Ma non certo l’accesso anche se la strada è privata. E mi faccia anche dire che sono insopportabili pretese di pagamento per bambini con meno di 12 anni. Ai miei tempi mi misuravano vicino al bancone perché non avevamo le carte di identità. Oggi l’età di minore si può verificare facilmente e anche dove c’è lo stabilimento in concessione se ha meno di 12 anni non deve pagare assolutamente nulla. Stessa cosa anche per i bagni. Quelli degli stabilimenti devo essere pubblici, chiunque può utilizzarli senza pagare anche se si trova solo di passaggio lungo la battigia». Assessore sembra il libro dei sogni. «Altro che sogni, vedrete come cambierà tutto con le gare pubbliche». A proposito di gare sta arrivando la Coppa America, rischiamo di non avere posti per chi vuole assistere alla gare. «Guardi io sono favorevolissimo alle palafitte sulle scogliere anche come stabilimenti balneari purché amovibili, realizzati con materiali naturali e sicuri. Napoli deve vivere di più e meglio il mare, ma direi tutta la costa campana deve godere di più gratuitamente il mare. Questo è il nostro obiettivo, e lo centreremo».









