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Valentina Iorio e Marco Sabella

La crisi idrica colpisce il 60% del territorio. Confagricoltura stima una contrazione del 10% delle coltivazioni di riso, un calo del 9% del grano duro e del 5-10% dell’ortofrutta, con punte del 20-25% per alcuni comparti

L’ondata di caldo di quest’estate potrebbe costare all’agricoltura italiana più di 1,5 miliardi di euro di danni, secondo Confagricoltura e Cia. Tra caldo estremo, grandine e roghi la «tassa» del clima ha già superato i tre miliardi di euro, secondo una stima di Coldiretti. La siccità ha colpito il 60% del territorio italiano. Confagricoltura stima che stia determinando una contrazione del 10% delle coltivazioni di riso, un calo del 9% della produzione di grano duro e del 5-10% dell’ortofrutta, con punte del 20-25% per alcuni comparti. La siccità, inoltre, mette a rischio diverse produzioni, avverte Coldiretti: dalle nocciole in Piemonte al bergamotto in Calabria e il tartufo bianco in Toscana.

Il valore del settore agroalimentareDati preoccupanti perché vanno a colpire un settore cruciale dell’economia italiana. Il report sull’Economia agroalimentare di Bper Banca evidenzia infatti che l’ agroalimentare italiano è leader in Europa e nel 2025 ha generato il 16,9% del valore aggiunto agricolo dell’intera Ue, davanti a Spagna (16,5%), Francia (13,7%) e Germania (12,9%). Adesso, tuttavia, i problemi climatici e la situazione geopolitica mettono a dura prova l’intera filiera con possibili effetti negativi anche sui volumi delle esportazioni. Nel 2025 avevano toccato i 72 miliardi di euro, in crescita del 5% sull’anno precedente, con esportazioni per 11,2 miliardi verso la Germania, 7,9 miliardi verso la Francia e 7,4 miliardi verso gli Stati Uniti. Un dato positivo per la tenuta delle vendite all’estero è comunque collegato alla filiera dei prodotti Dop, caratterizzati da una bassa elasticità al prezzo (le vendite calano di poco se aumentano i prezzi) e alla forte differenziazione qualitativa che li rende difficilmente sostituibili.