L’Etna ha abbandonato i ritmi brevi e impetuosi che negli ultimi anni avevano scandito la sua attività, imponendo da una settimana un’inedita continuità eruttiva.
Da sette giorni consecutivi il vulcano più attivo d’Europa produce senza interruzione esplosioni, fontane di lava, colate in quota e dense nubi di cenere.
Secondo Salvo Gambino, direttore dell’Osservatorio Etneo dell’INGV, per ritrovare una sequenza tanto prolungata occorre risalire alla fine degli anni Settanta. Una persistenza che rappresenta un’anomalia rispetto ai decenni più recenti, segnati da parossismi violenti ma di breve durata.
La chiave scientifica di questa eccezionale longevità, spiega Gambino, sarebbe la risalita di un magma più profondo e particolarmente ricco di gas. La maggiore componente gassosa e la profondità della sorgente favorirebbero la frammentazione del materiale magmatico, sostenendo l’emissione continua di cenere e modulando la varietà dei fenomeni osservabili in superficie.
In queste ore l’attività interessa contemporaneamente più settori sommitali. Al cratere della Voragine proseguono senza sosta l’attività stromboliana, le fontane di lava e la produzione di cenere; nella Valle del Bove e nelle aree limitrofe diverse bocche alimentano un ampio campo lavico.












