È sempre più alta la preoccupazione per le condizioni psicologiche dell'equipaggio della Uss Abraham Lincoln, la portaerei americana con circa 5.000 tra marinai e Marines a bordo, impegnata in un dispiegamento in mare che ha raggiunto una durata record e legato alle operazioni militari contro l'Iran.

A lanciare l'allarme sono state anche le famiglie dei militari e alcuni membri del Congresso. Secondo quanto riferito da Navy Times e Stars and Stripes, durante l'attuale missione si sarebbero verificati diversi episodi nei quali alcuni membri dell'equipaggio avrebbero tentato di gettarsi in mare. Alla base delle difficoltà ci sarebbero l'estrema durata della missione, le condizioni di vita a bordo e il crescente stress psicologico. L'equipaggio si trova in mare da circa nove mesi e ha trascorso 250 giorni consecutivi senza fare ritorno a terra, un periodo eccezionalmente lungo per una portaerei della Marina statunitense in epoca moderna. Secondo il Wall Street Journal, che cita fonti informate, gli Usa si stanno preparando a inviare la portaerei USS George Washington in Medio Oriente per sostituire la Lincoln. Il piano di rotazione era già stato programmato ma il collegamento con le condizioni a bordo e le proteste è stato immediato. L'allarme dei familiari La situazione è emersa con particolare forza durante un incontro pubblico organizzato a San Diego con i vertici della Marina. Circa 200 famiglie hanno partecipato all'assemblea, durante la quale i parenti dei militari hanno raccontato le proprie preoccupazioni per le condizioni dei loro cari. Una delle donne presenti ha riferito che il marito, proprio quel giorno, le aveva inviato un messaggio particolarmente inquietante: «Spero di non svegliarmi domani».Le accuse sono state rivolte direttamente ai vertici della Marina presenti all'incontro, tra cui il segretario ad interim della Marina, Hung Cao, e altri alti ufficiali. Una delle partecipanti ha accusato la leadership di avere “tradito la fiducia” delle famiglie.I tentativi di gettarsi in mare Il Navy Times ha raccolto inoltre testimonianze su alcuni tentativi di suicidio avvenuti durante il dispiegamento della Lincoln. Annabelle Loma ha raccontato che suo marito avrebbe cercato di gettarsi in mare dopo che il suo periodo di servizio a bordo era stato prorogato più volte. Secondo la donna, il militare sarebbe ormai terrorizzato dalle conseguenze della situazione e temerebbe di essere congedato con disonore, compromettendo una carriera militare durata 13 anni. In un altro episodio, raccontato sempre al giornale, un marinaio avrebbe impedito a un collega di saltare in acqua, riuscendo ad afferrarlo e a riportarlo sul ponte della portaerei.Docce ammuffite e servizi igienici rotti A denunciare le condizioni di vita a bordo è stato anche Mike Levin, deputato democratico della California, che ha descritto una situazione caratterizzata da docce con muffa, servizi igienici guasti e lavanderie inutilizzabili per settimane. Secondo le testimonianze raccolte, in alcuni periodi sarebbe mancata anche l'acqua calda. Sono state inoltre segnalate difficoltà nell'approvvigionamento di generi essenziali come sapone, deodorante e dentifricio. Anche il cibo sarebbe stato razionato. In alcuni casi, secondo quanto denunciato, un pasto sarebbe arrivato a consistere in una quantità ridotta di riso accompagnata da due tortillas.Jason Crow, deputato democratico del Colorado ed ex Ranger dell'esercito con esperienza in Afghanistan e Iraq, ha avvertito che la pressione sui militari e sulle loro famiglie «aumenta di settimana in settimana».Una missione prolungata più volte La crisi a bordo della Uss Abraham Lincoln è il risultato di una missione iniziata ormai diversi mesi fa. La portaerei aveva lasciato San Diego il 21 novembre, inizialmente con destinazione Pacifico. Con l'escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, tuttavia, la nave è stata dirottata verso il Medio Oriente. Da allora, secondo quanto riferito da Ms Now, l'equipaggio di oltre 5.000 persone avrebbe avuto appena due occasioni per scendere a terra: una a Guam nel mese di dicembre e una in Oman a luglio.Il dispiegamento avrebbe dovuto terminare a maggio, ma è stato prorogato più volte a causa della prosecuzione delle operazioni militari.Le prime denunce già ad aprile Le condizioni a bordo della Lincoln erano già finite al centro delle polemiche ad aprile, quando erano emerse immagini che mostravano pasti considerati insufficienti e razionati, oltre a problemi con l'acqua, docce in cattive condizioni e lavatrici fuori uso. Ora, con il prolungarsi della missione e l'aumento della pressione psicologica sull'equipaggio, le famiglie chiedono alla Marina di intervenire prima che la situazione possa degenerare ulteriormente.