Con il Codice della Strada attualmente in fase di discussione cambiano i limiti per le notifiche delle multe. Che non saranno più di 90 giorni, ma per alcune tipologie di rilevamento delle infrazioni scenderanno a 30.

In principio, il 1° gennaio 1993, giorno di entrata in vigore del “Nuovo Codice della strada” (“nuovo” con riferimento al primo vero Codice, quello del 1959), il termine per la notifica dei verbali al proprietario dell’auto con cui era stata commessa una violazione accertata da remoto o in assenza del conducente era di 150 giorni. Un’eternità.

Nel 2010, in occasione di una grande riforma del corpus normativo che disciplina la circolazione stradale, il termine fu abbassato dal parlamento a 90 giorni. Un passo in avanti importante, ma ancora eccessivamente conservativo in relazione alla possibilità offerta già allora dalla tecnologia di avvisare in tempo reale il trasgressore con un sms o con una e-mail.

Nel testo-base del futuro Codice, sul quale il ministero dei Trasporti ha aperto una pubblica consultazione che si concluderà il 13 settembre, questo termine scende finalmente a 30 giorni. Ma solo “in caso di accertamento da remoto”, ossia quando sono utilizzate apparecchiature elettroniche omologate, approvate o di videosorveglianza impiegate in situazioni in cui non è prevista la contestazione immediata: per esempio, autovelox che operano in modalità automatica, oppure telecamere per il controllo dei semafori o varchi elettronici per l’accesso alle Ztl e così via. Un passo in avanti significativo perché, come si sottolinea nelle note che accompagnano il testo-base, “in assenza di contestazione è corretto rendere edotto il trasgressore entro un termine ragionevole”.