Che il testo-base del nuovo Codice della strada fosse aperto alle modifiche si sapeva fin dalla decisione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di avviare, il 7 agosto scorso, una pubblica consultazione con le associazioni di settore. Ma che la bozza di decreto legislativo sarebbe stata cambiata dallo stesso dicastero fin dai giorni immediatamente successivi, senza nemmeno aspettare il termine per la presentazione dei pareri e delle proposte fissato per il 13 settembre, non se l’aspettava nessuno.
Nei giorni scorsi, come sanno i lettori di Quattroruote.it, il Mit ha inviato alle associazioni la "nuova tabella sanzionatoria", rivelando che, in media, le multe diminuiranno del 7% e che solo 66 su 795 aumenteranno, in particolare quella per chi viola l’obbligo di assicurazione, che passa dagli attuali 866 euro (800 nella precedente tabella) ai futuri 1.000 euro.
Una buona notizia? Fino a un certo punto. Nelle pieghe della corposa tabella (52 pagine), infatti, si scoprono alcune cose piuttosto interessanti. Per esempio, rispetto alla versione diffusa il 7 agosto, è del tutto scomparsa la multa di 150 euro prevista per la generica guida distratta. Ok, è difficile da accertare, però lo spirito con cui era stata inserita era evidente: permettere alle forze di polizia, in seguito a un incidente palesemente provocato dalla distrazione, di sanzionare il conducente responsabile del sinistro. E invece niente.






