Una delle modifiche più significative contenute nel testo-base del Nuovo Codice della strada – su cui il ministero delle Infrastrutture ha aperto una pubblica consultazione con le associazioni di settore che si concluderà il 13 settembre – è la completa revisione delle sanzioni per chi viola i limiti di velocità. Il nuovo testo mette finalmente ordine in un articolo, il 142 del Codice attuale, che negli ultimi trent’anni è stato più volte modificato, spesso in maniera disordinata e incoerente.
Per quanto riguarda le multe, di fatto si passa da uno schema basato su quattro fasce a un sistema basato su una progressività lineare, in cui la sanzione principale aumenta, correttamente, in base ai km/h in più rispetto al limite. Un concetto, quello della progressività lineare, che per sua stessa natura determinerà inevitabilmente alcune situazioni “vantaggiose” e altre “svantaggiose” rispetto a quanto accade adesso.
Lo schema per fasce, opportunamente rivisto, viene invece mantenuto sulle sanzioni accessorie. Ossia sui punti e sulla sospensione della patente, che si chiamerà divieto di guida. In questo ambito, però, la proposta di modifica è piuttosto generosa rispetto al severo schema attuale, soprattutto sul divieto di guida, drasticamente abbattuto nella maggior parte delle situazioni anche nell’attuale ipotesi di sospensione minima. Va detto, di contro, che con la riforma la sospensione scatterebbe, in autostrada, già oltre i 20 km/h in più. Ciò premesso, vediamo nel dettaglio come potrebbe cambiare la norma e cosa succederebbe rispetto a ora, in alcune situazioni reali.











